Gianluca

Codeghini

Milano, 1968

Cultural Concentration Camp | 1993

Cultural Concentration Camp, 1993
(campo di concentramento culturale)

Campo di concentrazione culturale
1993/2007
È un progetto commissionato dalla città di Dortmund e mai apparentemente
realizzato. L’invito era di ripensare la città in modo da creare nuovi
stimoli culturali per coloro che ci vivono.
“Campo di concentrazione culturale” avrebbe avuto tutte
le credenziali per diventare il gioco della città di Dortmund perché
contemporaneamente ha uno svolgimento ludico e serioso, stupido
e intelligente che appaga tutti i corpi e le menti. ogni partecipante,
quando comincia, durante e in conclusione del gioco, non si sentirà
mai smarrito o solo perché tra la moltitudine di partecipanti sarà
sempre l’oggetto di una calorosa attenzione politica.
Per cominciare ogni giocatore deve recarsi alla biblioteca preferita
munito esclusivamente di buona volontà perché all’entrata, oltrepassata
la scritta di benvenuto “Denken macht frei” (pensare rende
liberi), verrà accolto e munito di un pigiama e lenzuola perché
“Campo di concentrazione culturale” potrà essere sì il più bel momento
della vostra vita ma solo se preparerete bene il vostro letto.
Perché il vostro letto sarà il vostro libro non letto, quello con l’angolo
piegato delle lenzuola così da non perdere il segno nel sogno.
Lo scopo del gioco va letto nella sua struttura prospettica, quella
sempre successiva, solleticata ma ancora inespressa, all’interno di
un processo di crescita docile, senza particolari cambiamenti
o fratture d’intelletto, falsi movimenti della città con i suoi abitanti
e della felicità gasata dei suoi burocrati.
Vince chi si concentra intensamente al punto tale da lasciare nella
memoria il dubbio di aver letto altro o di non aver letto affatto.
Buona notte a tutti.



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