Rebecca

Agnes

Milano, Berlino, 1978

luoghi che non esistono più | 2010

luoghi che non esistono più, 2010
(places that don't exist any longer)
(installation of 16 models made of pine wood and painted paper, different measure.)

LUOGHI CHE NON ESISTONO PIÙ.

Questo lavoro è una ricostruzione frammentaria dei luoghi che caratterizzavano milano durante il periodo che vi ho vissuto. Sono una selezione di posti differenti, alcuni collegati ad aspetti del mio vivere quotidiano, altri invece hanno un carattere più sociale, in quanto permangono nelle memorie collettive di una certa generazione e di una specifica scena alternativa della città. Se una città la si può descrivere facendo un elenco dei posti in cui abbiamo vissuto, questi sono i luoghi che elencherei. Caratteristica comune fra tutti è che nessuno di loro esiste più. Sono stati semplicemente sostituiti da altri nell’ovvio processo di trasformazione del tessuto sociale ed urbano di una città che cambia e di generazioni che invecchiano. 

Ho tentato di costruire dei modelli basandomi sui miei ricordi, che sono approssimativi e parziali, alcuni sono più nitidi o precisi, altri si fanno sempre più sfuocati. Perciò questi modellini sono estremamente semplificati, scarni. Solo pochi dettagli per caratterizzarli, un’insegna, il colore di una parete, uno specchio. Non sono in scala ovviamente, poiché la memoria non conosce le proporzioni numeriche. Sono semplicemente piccoli o grandi, più lontani o vicini.

Mi sono messa a tagliare, incollare e dipingere questi luoghi ricostruendoli secondo le mie capacità. Parallelamente ho cercato di collocare la loro esistenza nel tempo. Ho cercato l’anno in cui sono stati aperti e l’anno in cui sono stati chiusi. In questo è stato fondamentale il chiedere e cercare nei social-network, dove le persone ricordano (e spesso rimpiangono) un party, un negozio di dischi, un bar oppure semplicemente si lamentano dell’assenza di un panificio sotto casa.

Io vivevo in ticinese a milano, un quartiere molto specifico per le cose che c’erano e che vi accadevano. Il “Bar Verde” dove prendevo il caffè e le sigarette ogni giorno, era contemporaneamente il bar dei residenti della via ed uno dei luoghi di ritrovo del sabato pomeriggio per la scena dark milanese degli anni ‘90 fino alla chiusura. Il negozio di dischi “Ice Age” sotto il mio appartamento è stato fino al 2006 un punto di riferimento per la musica alternativa. Il più economico è cordiale “Ristorante Cinese” in Corso di Porta Ticinese ha cambiato gestione e si è trasformato in un ristorante giapponese nel 2003. Al civico 68 ha chiuso definitivamente l”Ambulatorio Veterinario Dottor delle Donne”. Il “Panificio” anche lui ha chiuso attorno al 2003. A questi rimane da aggiungere il “Rainbow Club” (1993-2008) in via Besenzanica 3 ed il “Linus Club” (1994-2000) dietro via Larga.



PLACES THAT DON’T EXIST ANY LONGER.

This work is a fragmentary reconstruction of the places that characterized the city of Milan during the time that I lived there. They are just a personal selection of different places. Some are tightly connected to my everyday life and others are also in the memories of a specific “generation” of the alternative scene in the city. Common characteristic of all those places is that they do not exist any longer. They were simply replaced by others in the urban redevelopment of the city.

I built models of all those places based only on my memories which are partial and approximate. That is why the models are extremely simple. They are only characterized by few details like the colour of a wall, a mirror, a sign.

I looked for the year in which they opened and the year in which they shut down. To do this, it has been of fundamental importance to ask and to look for information in social networks; there can one find people who remember (and often, regret) a party, a music store, a bar, or simply complain that there is no longer a bakery under their house.

I used to live in Ticinese in Milan, a very peculiar district because of the things that were there, and what happened there. The ‘’Bar Verde’’ (the green bar) where I used to have coffee and buy cigarettes everyday was at the same time the bar of the habitues who lived in the street and one of the Sunday afternoon meeting points for the dark scene, from the 90’s untill when it shut down. The ‘’Ice Age’’ music store under my apartment has been until it’s closure in 2006 one of the reference points for alternative music. The cheapest and friendliest ‘’Ristorante Cinese’’ (Chinese restaurant) in Corso di Porta Ticinese had a management change and became a Japanese restaurant in 2003. To add to these, there is the ‘’Rainbow Club’’ (1993-2008) in via Besenzanica 3 and the ‘’Linus Club’’ (1994-2000) behind via Larga.

luoghi che non esistono più, 2010
(places that don't exist any longer)

Questo lavoro è una ricostruzione frammentaria dei luoghi che caratterizzavano milano durante il periodo che vi ho vissuto. Sono una selezione di posti differenti, alcuni collegati ad aspetti del mio vivere quotidiano, altri invece hanno un carattere più sociale, in quanto permangono nelle memorie collettive di una certa generazione e di una specifica scena alternativa della città. Se una città la si può descrivere facendo un elenco dei posti in cui abbiamo vissuto, questi sono i luoghi che elencherei. Caratteristica comune fra tutti è che nessuno di loro esiste più. Sono stati semplicemente sostituiti da altri nell’ovvio processo di trasformazione del tessuto sociale ed urbano di una città che cambia e di generazioni che invecchiano. 

Ho tentato di costruire dei modelli basandomi sui miei ricordi, che sono approssimativi e parziali, alcuni sono più nitidi o precisi, altri si fanno sempre più sfuocati. Perciò questi modellini sono estremamente semplificati, scarni. Solo pochi dettagli per caratterizzarli, un’insegna, il colore di una parete, uno specchio. Non sono in scala ovviamente, poiché la memoria non conosce le proporzioni numeriche. Sono semplicemente piccoli o grandi, più lontani o vicini.

Mi sono messa a tagliare, incollare e dipingere questi luoghi ricostruendoli secondo le mie capacità. Parallelamente ho cercato di collocare la loro esistenza nel tempo. Ho cercato l’anno in cui sono stati aperti e l’anno in cui sono stati chiusi. In questo è stato fondamentale il chiedere e cercare nei social-network, dove le persone ricordano (e spesso rimpiangono) un party, un negozio di dischi, un bar oppure semplicemente si lamentano dell’assenza di un panificio sotto casa.

Io vivevo in ticinese a milano, un quartiere molto specifico per le cose che c’erano e che vi accadevano. Il “Bar Verde” dove prendevo il caffè e le sigarette ogni giorno, era contemporaneamente il bar dei residenti della via ed uno dei luoghi di ritrovo del sabato pomeriggio per la scena dark milanese degli anni ‘90 fino alla chiusura. Il negozio di dischi “Ice Age” sotto il mio appartamento è stato fino al 2006 un punto di riferimento per la musica alternativa. Il più economico è cordiale “Ristorante Cinese” in Corso di Porta Ticinese ha cambiato gestione e si è trasformato in un ristorante giapponese nel 2003. Al civico 68 ha chiuso definitivamente l”Ambulatorio Veterinario Dottor delle Donne”. Il “Panificio” anche lui ha chiuso attorno al 2003. A questi rimane da aggiungere il “Rainbow Club” (1993-2008) in via Besenzanica 3 ed il “Linus Club” (1994-2000) dietro via Larga.



This work is a fragmentary reconstruction of the places that characterized the city of Milan during the time that I lived there. They are just a personal selection of different places. Some are tightly connected to my everyday life and others are also in the memories of a specific “generation” of the alternative scene in the city. Common characteristic of all those places is that they do not exist any longer. They were simply replaced by others in the urban redevelopment of the city.

I built models of all those places based only on my memories which are partial and approximate. That is why the models are extremely simple. They are only characterized by few details like the colour of a wall, a mirror, a sign.

I looked for the year in which they opened and the year in which they shut down. To do this, it has been of fundamental importance to ask and to look for information in social networks; there can one find people who remember (and often, regret) a party, a music store, a bar, or simply complain that there is no longer a bakery under their house.

I used to live in Ticinese in Milan, a very peculiar district because of the things that were there, and what happened there. The ‘’Bar Verde’’ (the green bar) where I used to have coffee and buy cigarettes everyday was at the same time the bar of the habitues who lived in the street and one of the Sunday afternoon meeting points for the dark scene, from the 90’s untill when it shut down. The ‘’Ice Age’’ music store under my apartment has been until it’s closure in 2006 one of the reference points for alternative music. The cheapest and friendliest ‘’Ristorante Cinese’’ (Chinese restaurant) in Corso di Porta Ticinese had a management change and became a Japanese restaurant in 2003. To add to these, there is the ‘’Rainbow Club’’ (1993-2008) in via Besenzanica 3 and the ‘’Linus Club’’ (1994-2000) behind via Larga.

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