Adrian

Paci

Milano, 1969

Piktori | 2002

Piktori, 2002
(Mixed media)
cm 400 x 300 x 220
Courtesy: kaufmann repetto, Milan

La fine della dittatura in Albania ha portato ad una situazione in cui si mischiavano la libertà e l'anarchia, l'obiettivo di recuperare il tempo perduto e gli sforzi per guadagnarsi da vivere ad ogni costo. Questa era l'atmosfera quando nelle città albanesi iniziarono ad apparire accanto alle insegne dei chioschi di "frutta e verdura", "riparazione biciclette", "elettrodomestici" anche le insegne con la scritta "pittore". In questi piccoli chioschi semi-clandestini venivano prodotti dipinti a olio, copie di opere d'arte, ritratti presi da fotografie, targhe automobilistiche, slogan e falsi documenti, a partire da certificati di nascita, certificati di proprietà, diplomi universitari, visti per viaggi all'estero fino ai certificati di morte. La riflessione sul ruolo dell'artista nella società, il rapporto tra lavoro artigianale e azione artistica, la questione dell'aspetto funzionale dell'arte, il problema della definizione artistica delle interminabili catene di attività che l'artista esercita oggi, nonché il problema stesso di definire l'artista in quanto tale, sono alcuni dei momenti che accompagnano il mio progetto "Pittore". D'altra parte tutta questa riflessione non rimane un esercizio astratto ma è un'esperienza reale vissuta in seguito al contatto con uno dei" protagonisti della vita artistica" albanese. Il lavoro comprende due fotografie dei chioschi e un chiosco reale con i materiali al suo interno, un certificato della mia morte tradotto e autenticato e un video il cui protagonista è uno di questi pittori.



Piktori, 2002
(mixed media)
cm 400 x 300 x 220
Courtesy: kaufmann repetto, Milan


Piktori, 2002
(video)
15'00"
Courtesy: kaufmann repetto, Milan


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