Gea

Casolaro

Roma, 1965

Still here | 2009-2013

Still here, 2009-2013
(inkjet print photo on aluminium)
100 photomontages cm 66 x 100 x 2; cm 54 x 70 x 2; cm 30 x 40 x 2
- Omaggio a Graziella Lonardi Buontempo , a cura degli Incontri Internazionali d'Arte, PAN – Palazzo delle Arti Napoli.
Courtesy: Gea Casolaro e The Gallery Apart

Still here, è il lavoro sviluppato da Gea Casolaro durante il periodo di residenza nell’atelier degli Incontri Internazionali d’Arte presso La Cité Internationale des Arts di Parigi, città in cui l’artista attualmente, vive.

L’essere straniera in una città che non conosceva, se non da turista, e la realtà dello sradicamento in un nuovo paese hanno spinto sin dall’inizio Casolaro a fare i conti con l’assenza di un’esperienza vissuta e dunque di una memoria che la connettesse alla quotidianità dei luoghi in cui cominciava a stabilirsi.

Parigi è la città del mondo nelle cui strade sono in assoluto girati più film, è la città dove, cinema e fotografia hanno mosso i primi passi, la capitale del secolo dei Lumi, la Ville lumière, dove gli esperimenti cinematografici dei fratelli Lumière vennero per la prima volta proiettati.

Alternando lunghe camminate a piedi nelle strade parigine, alla visione di centinaia di film girati nella capitale francese, Casolaro ha creato la propria memoria di quei luoghi, dotandosi di ricordi non vissuti direttamente ma introiettati attraverso le storie dei personaggi dei film, attraverso la visione dei loro autori, una memoria che le ha reso familiari molti spazi della città, fino agli angoli più nascosti, vedendoli trasformare nel tempo sotto i suoi occhi e imparando così a conoscere la città come se vi avesse vissuto da anni.

Un percorso di memoria personale e collettiva, reso possibile da un attraversamento della città non solo fisico ma anche storico grazie al ricorso a pellicole che coprono circa cento anni di cinema, un attraversamento che riattualizza quella prerogativa tipicamente parigina della flânerie, esaltata da Baudelaire, analizzata da Benjamin e poi rinnovata da Guy Debord nell’accezione di “deriva”.

Still here è quindi, anzitutto, un lavoro sulla totale fusione tra arte e vita: su come sia possibile radicarsi in un luogo in cui non si ha un’esperienza storica personale, trasformando l’angoscia di un sentimento di estraneità in familiarità, in legami sociali, in memoria condivisa. Casolaro usa il cinema perché è l’arte che contiene tutte le altre, per raccontare come la cultura sia un indispensabile strumento di ancoraggio alla realtà, per raccontare come l’arte sia un potente mezzo di conoscenza essenziale per poter superare i propri confini.

Ognuna delle oltre cento immagini che compongono Still here, fonde insieme il fermo immagine di una scena di un film girato in una strada parigina, con una foto scattata dall'artista esattamente nello stesso luogo.



 

Still Here is a work developed by Gea Casolaro during her artist-in-residence programme at the atelier of Incontri Internazionali d’Arte at the Cité Internationale des Arts in Paris.

Most of any other city in the world, Paris has been the set of so many movies, it is the city where cinema and photography have taken the first steps, the city of The age of Enlightenment, the Ville lumière where the early motion pictures by the Lumière Brothers got screened for the very first time.    

After watching hundreds movies shot in the French capital, and strolling the length and breadth of Paris boroughs, Casolaro has created her own memory of those places, providing herself with memories she personally never lived but which she somehow has made their own through the stories of the characters of the movies, through the vision of their creators, a memory that got her closer to the several views of the city, even the most secret places, witnessing their transformation through time and therefore getting to know the city as if she had lived there for many years.

Still here is a path of both personal and collective memory, made possible by a physical as well as a historical journey through the city, by resorting to movies covering over one hundred years of cinema, a journey that renews that typically Parisian prerogative of the flânerie, introduced by Baudelaire, analysed by Benjamin and then redefined by Debord as related to the concept of “dérive”.

Hence, Still here is first of all a work about the total union between art and life: about how it is possible to settle in a place where we do not have a personal historical experience, transforming the coldness of an unknown city into familiarity, into social relationships, into personal recall. Casolaro exploits the cinema as a form of art that includes all the others, in order to describe how culture is a necessary tool to entrench into reality, how art is a powerful means of knowledge, necessary to go beyond our personal limits.  

Each of the more than one hundred images of Still here, merges together a still image of a scene from a movie filmed in a Parisian street, with a photo taken by the artist nowadays in the exactly same place.

orologi replica orologi replica svizzeri orologi replica rolex

ItalianArea

Social

 

developed by Viafarini
in collaboration with NABA

coded by lettera7