Michelangelo

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Marshall Walter | 2010

Marshall Walter, 2010
(vari)
ambientali
Foto: Eva Sauer
Courtesy: Centro per L'arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato

“L'artista dedica un intero progetto a Marshall Walter Taylor, primo sportivo afroamericano a vincere, nel 1899, il titolo di campione del mondo. Si tratta del progetto DYNAMO, dove la storia del ciclista nero che vince ogni gara nonostante le limitazioni fisiche e morali, imposte dal razzismo imperante, diventa un dispositivo per illuminare lo spazio della mostra. Delle biciclette nascoste dietro un pannello fittizio, vengono utilizzate da immigrati africani che pedalando azionano le dinamo che producono l'energia necessaria ad accendere la luce presente in sala. La storia periferica di un'emancipazione sociale viene proiettata sul farsi di una mostra, dove il riaccendere l'attenzione su un soggetto minore porta in una sottile relazione di dipendenza l'esistenza del momento espositivo con i soggetti (marginali nella loro condizione sociale), che con il loro lavoro lo rendono possibile. La dinamo è qui tanto l’allusione al mito della bicicletta come strumento di decrescita possibile per Illich, quanto il simbolo di una piccola rivoluzione che introduce l'emancipazione sociale entro un discorso più ampio a cavallo tra la creazione di energia e l'ambiente in cui la si produce.” (Matteo Lucchetti)



The artist dedicated an entire project to Marshall Walter Taylor, the first African-American sportsman to win the title of world champion, in 1899. The project was entitled DYNAMO, and in it the history of the black cyclist who won every race despite physical and moral restrictions imposed by the prevailing racism, became a device for illuminating the exhibition space. Bicycles hidden behind a fake panel were used by African immigrants who, by pedalling, activated a dynamo, which produced the energy required to power the light in the room. The peripheral history of an instance of social emancipation was projected onto the unfolding of the show, where focusing attention on a minor subject resulted in the very existence of the exhibition event entering into a subtle relationship of dependence on the subjects – marginal in terms of their social condition – whose work made it possible. Here the dynamo was both an allusion to the bicycle as an instrument of possible degrowth for Illich, and the symbol of a small revolution which introduces social emancipation into a wider discourse spanning the creation of energy and the environment in which it is produced. (Matteo Lucchetti)

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