Michelangelo

Consani

vive a Castell'Anselmo

La festa è finita, particolare i ritratti | 2011

La festa è finita, particolare i ritratti, 2011
(ceramica, patata e cipolla)
variabili
Foto: Michele Alberto Sereni
Courtesy: Fabio Tiboni Sponda, Bologna

La festa è finita prosegue la ricerca artistica di Michelangelo Consani - volta all’indagine e alla riappropriazione di ogni forma di marginalità, storica, ideologica, politica e sociale - e mette in campo una serie di nuove riflessioni.
Incipit del progetto un testo del filosofo-economista Serge Latouche, dal titolo “La festa è finita”, che analizza il sistema capitalistico globale basato sull’utilizzo del petrolio. All’interno dello spazio della galleria l’artista organizza il suo dies festus. Questa la lista degli invitati: John Herbert Dillinger, Henry Ford, Allis Chalmer, Marco Ferreri, Michel Piccoli, Mario Schifano, Marion King Hubbert, Colin Campbell, Achille Castiglioni, Arthur Hollins, Masanobu Fukuoka. Una serie di personaggi legati l’uno all’altro per antinomia o affinità. Tutti, in qualche modo, connessi con i termini di riferimento del progetto: la tecnologia, la macchina, il petrolio, il consumo, la produzione e la terra; tutti, inoltre, testimoni di periodi di grande depressione economica (il ’29 americano, la prima metà degli anni ‘70, i giorni nostri). Il gruppo di ospiti è ben assortito. Si va da John Herbert Dillinger, gangster e gentiluomo, moderno Robin Hood del crimine (durante le rapine bruciava i libri contabili  sollevando da debiti  e ipoteche le fasce meno abbienti  e fuggiva a bordo di un’imprendibile Ford V8), a Henry Ford, non a caso fondatore della Ford Motor Company ma anche promotore del progetto Hemp Body Car, una macchina che “usciva dalla terra”, alimentata con carburante ottenuto dalla canapa distillata, ad impatto inquinante zero. Ed ancora da Allis Chalmers, re dei trattori, anche lui impegnato dal ‘54 al ‘58 nella sperimentazione di un motore a idrogeno e dinamo, a Marco Ferreri in quanto autore del film “Dillinger è morto” del 1969. Una pellicola dura, che rivolge una forte critica al modello capitalistico imperante. Con Ferreri si accompagnano, l’interprete principale del film Michel Piccoli, Mario Schifano (buona parte delle riprese sono girate nella sua casa di Roma) e uno dei maggiori esponenti del design italiano, Achille Castiglioni. Alla festa Consani invita inoltre una coppia inseparabile, il geologo berlinese Marion King Hubbert e il suo discepolo Colin Campbell (i loro studi sulle risorse petrolifere nel mondo sono tra i più accreditati) e due personaggi “marginali”, Arthur Hollins e Masanobu Fukuoka.  Hollins è uno dei pionieri della conservazione del terreno agricolo e da pascolo, sostenitore della teoria della non-aratura dei campi. Fukuoka, padre dell’agricoltura naturale o del non fare, la sua filosofia è racchiusa nel suo nome, come diceva: ”Masa = diritto; Nobu = fede; Fuku = felice; Oka = montagna”. Il progetto espositivo si completa con una sala il cui impianto elettrico è interamente alimentato da un generatore portatile a benzina. Quotidianamente, fino all’esaurimento del carburante, il generatore attiva una luce a terra e una video installazione. (Pier Luigi Tazzi)



The party’s over follows the artistic investigations of Michelangelo Consani, directed at investigating and reappropriating every form of marginality – historical, ideological, political and social – and bringing into play a series of new reflections.
The project’s incipit is a text by the philosopher-economist Serge Latouche, titled “The party's over” which analyses the global capitalist system based on the use of petrolium. Inside the gallery space the artist organises his dies festus. The invited: John Herbert Dillinger, Henry Ford, Allis Chalmer, Marco Ferreri, Michel Piccoli, Mario Schifano, Marion King Hubbert, Colin Campbell, Achille Castiglioni, Arthur Hollins, Masanobu Fukuoka. A series of people linked one to the other by antimony or affinity. All of them, in one way or another, connected by the terms of reference of the project: technology, the car, petrol, consumption, production and the earth; all of them, furthermore, witnesses to periods of great economic depression (America’s ’29, the first half of the 70s, the present crisis).
The group of guests is a successful mix. From John Herbert Dillinger gangster and gentleman, a modern Robin Hood of crime (during his heists he would burn the account books thus cancelling the debts and loans of the have-nots before escaping in his uncatchable Ford V8), to Henry Ford, not by coincidence founder of the Ford Motor Company but also promoter of the project Hemp Body Car, a car which literally “grew from the earth”, fuelled by a combustible obtained from distilled hemp with zero pollution. And also from Allis Chalmers, King of the tractors, similarly engaged in experiments with a hydrogen motor and dynamo from ’54 to ’58, to Marco Ferreri as director of the 1969 film “Dillinger is Dead”, a tough film which is a strong critique of the dominant capitalist model. Ferreri is accompanied by the main actors from his film, Michel Piccoli and Mario Schifano (much of the film was shot inside his house in Rome), and one of the major exponents of Italian design, Achille Castiglioni. Furthermore, Consani has invited some inseparable couples to the party, the Berlin-based geologist  Marion King Hubbert  and his disciple Colin Campbell (their studies of the world’s oil resources are among the more well respected), and two marginal characters, Arthur Hollins and Masanobu Fukuoka. Hollins was one of the pioneers of conservation of farmland and pastures, an advocate of not ploughing fields. Considered a visionary throughout the last century, today his blooming farm serves as both a model and the object of numerous studies. Fukuoka, father of Nature Farming, or Do-Nothing Farming, has his philosophy encapsulated in his name, as he would say: “Masa = law; Nobu = faith; Fuku = happy; Oka = mountain”. The exhibition is completed with a room where the electrical system is entirely powered by a portable gasoline generator. Every day, until the total fuel depletion, the generator turns a light put on the floor and a video installation. (Pier Luigi Tazzi)

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