Marina

Ballo Charmet

Milano, 1952

Conversazione | 1998

Conversazione, 1998
(Video)
dimensioni variabili
Coincidenze, Viafarini, Milano
Foto: Mario Gorni
Particolari del corpo che siamo abituati a pensare quasi delle protesi delle nostre espressioni, senza movimento e vita propri, invadono cinque monitor e diventano gli attori di una conversazione normalmente non udibile. Così Marina Ballo Charmet "trascrive" una Conversazione a più voci, di cui ascoltiamo il misterioso respiro che palpita sotto un particolare di una spalla, una mano, una gamba, o dietro scorci del collo e del ventre. Ci vuole del tempo perché l'occhio metta a fuoco sotto le morbide pieghe di un golf quell'arto che pure riceve emozioni, movimento, respiro anche se non li esprime attraverso le parole, o attraverso le immagini fisiognomiche che rimandano invece i volti. Partendo dal frammento Marina Ballo Charmet restituisce la completezza alla fisicità del corpo: il fatto che sia vestito lo rende ancora più enigmatico. Uomini e donne, infatti, hanno bisogno di coprirsi e anche di disegnarsi attraverso gli indumenti, anche questo bisogno fa parte della trasmissione del pensiero e delle emozioni. La nudità è stata a lungo vista come la metafora della nostra essenza, ma forse oggi è un luogo comune che, invece di porre in primo piano la realtà originaria e simbolica dei nostri incontri, la nasconde sotto una pelle così in vista che sembra quasi non ci appartenga più. La conversazione, che Marina Ballo Charmet ha intercettato, ci riporta a una complessità dei rapporti quotidiani che va oltre le pelli di cui ci rivestiamo. (Francesca Pasini)

Conversazione, 1998
(Video)
dimensioni variabili
Coincidenze, Viafarini, Milano
Foto: Mario Gorni
Particolare di un video.

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