Rossella

Biscotti

Molfetta, 1978

Le teste in oggetto | 2009

Le teste in oggetto, 2009
(Bronze)
Fondazione Nomas, Roma
Foto: Ela Bialkowska
La scoperta delle cinque teste di bronzo del dittatore Benito Mussolini e del Re Vittorio Emanuele III, rinchiuse nelle fondamenta del palazzo degli Uffici nel quartiere EUR, è stato il mio punto di partenza. Commissionatiper la Fiera Mondiale del 1942 allo scultore Giovanni Prini e a Domenico Rambelli, le teste non furono mai presentate al pubblico. Infatti, la Fiera del 1942, progettata per la città di Roma, non venne mai realizzata a causa dell'avvento della Seconda Guerra Mondiale. "Le teste in oggetto" è un progetto che comporta la temporanea ricollocazione delle sculture in bronzo nella Fondazione Nomas. in questo contesto, le teste presentano il loro valore estetico lungo la loro proprietà ideologica e politica, diventando oggetto di osservazione e di discussione. La presentazione delle sculture non è stata pensata per essere percepita come una esposizione nel senso tradizionale del termine, ma come un processo che permette di ripensare al loro significato in relazione al mondo contemporaneo. I busti sono collocati su bancali di legno, gli stessi supporti su cui sono stati conservati. Il visitatore ci può camminare attorno, toccarle e guardarle da una nuova posizione. Viste da sopra, la loro monumentale presenza, tipica della propaganda fascista, non è cosiì intimidatoria. L'esposizione diventa un pretesto per definire un nuovo spazio sulla questione della relazione con il passato, e della linea di confine tra il lavoro artistico e il loro uso come proaganda. Dopo pochi giorni, le sculture torneranno nelle fondamenta, in una ritualità circolare che ricorda una processione pagana.

My discovery of five bronze heads of the Dictator Benito Mussolini and King Victor Emmanuel III, locked away in the basement of the Palazzo degli Uffici in the EUR district in Rome, has been the starting point for a new project. Commissioned for the World's Fair of 1942 to the sculptors Giovanni Prini and Domenico Rambelli, the heads were however never presented to the public. In fact, the 1942 World's Fair, planned for Rome, never took place due to the outbreak of World War II. The “Heads in Question” project involves the temporary relocation of the bronze sculptures to the premises of the Nomas Foundation. In this context, the heads present their aesthetic value alongside their ideological and political properties, becoming objects of observation and discussion. The presentation of the sculptures is nevertheless not to be perceived as an exhibition in the classic sense, but rather as a process permitting one to re-think their meaning in relation to the contemporary world. The busts are displayed on simple wooden pallets, the same supports on which they were stored. The viewer can walk around them, touch them and look at them from a new position. Seen from above, their monumental presence, typical of fascist propaganda, is no longer intimidating. The exhibition becomes a pretext to define a new space in which to question our relationship to the past, and the shifting line between the commissioned artwork and its use as propaganda. After a few days, the sculptures will be returned to the basement, in a ritual of circularity that recalls a pagan procession.
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