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De Serio

Torino, 1978

Gru. Variazione per coro di sei gru e altoparlanti | 2007

Gru. Variazione per coro di sei gru e altoparlanti, 2007
500 Art Garage, Torino
Il progetto "Gru. Variazioni per coro di sei gru e altoparlanti", è una riflessione sulla trasformazione di un territorio e sulla sua trasfigurazione in spazio della crezione di un universo. Abbiamo selezionato una vasta area della città di Torino interessata da un forte cambiamento urbano, sociale e culturale, comprendente le cosiddette Spina 3 e Spina 4. Abbiamo scelto alcune gru presenti nei tanti cantieri disseminati. Su di esse vi abbiamo agganciato la videocamera e ripreso il territorio sottostante, manovrando la singola gru a 360°. L'installazione complessiva è uno spazio segnato da sei colonne di diversa altezza, dialoganti con le due colonne già presenti nella sala. Cinque colonne hanno incorporato un meccanismo roteante legato alla sommità, con un video proiettore al suo interno, che proietta, su 360° le immagini filmate dalle gru. Nella sesta colonna, chiamata “Gru 0”, si diffonde una “composizione”, creata a partire dal suono in presa diretta delle diverse gru. Le colonne sono disposte in modo non geometrico, a distanze irregolari, ma secondo un disegno preciso che riprende, nella stanza, una “mappa” corrispondente alla mappa della suddetta area urbana interessata. Tale disposizione si lega però anche alla sistemazione degli elementi nell'immagine dell'universo delle antiche cosmologie, come riflessione sulla creazione di un mondo, che diventi allo stesso tempo luogo del reale e dell'invisibile. Le gru assumono quindi il ruolo di monumento in perernne metamorfosi, la base su cui si muove uno sguardo al di sopra di noi, meccanico e casuale allo stesso tempo, preciso e aperto, sicuro e incerto, ancorato saldamente alla terra, al cantiere da cui prende forma, ma anche rivolto all'infinito del cielo. Metafore dell'uomo e del suo lavoro, ma anche del suo essere teso all'invisibile, al divino, esse sono colonne di un ipotetico tempio informe, con un diametro irregolare, cangiante, e con uno spazio in continua trasformazione. Il suono, d'altra parte, oltre ad essere un elemento intrinseco ai video proiettati e scaturito dalle parti di territorio riprese nelle immagini, rappresenta il suono originario che si diffonde in cerchi concentrici creando l'universo, come negli antichi disegni cosmologici. Per questo motivo uno dei riferimenti può essere quello dei chiostri di alcune chiese catalane del XII secolo, dove studi recenti hanno rivelato nelle disposizioni del colonnato e dei capitelli uno spirito cosmogonico, a sua volta figlio di un disegno musicale, come se il chiostro fosse uno spartito musicale.

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