Pietro

Roccasalva

Milano, 1970

Jockey full of Bourbon | 2003

Jockey full of Bourbon, 2003
(Mixed media)
misura ambiente
- Great Expectations , Fuori Uso 2003, Ferrotel, Pescara
Courtesy: ZERO..., Milano
Il quadro ritrae simultaneamente la stanza in cui si trova il quadro riflessa sulla superficei del vetro, il pastello e, attraverso un foro praticato sullo stesso in corrispondenza della finestra-occhio rappresentata, lo scorcio di un'altra stanza, simmetrica e quasi identica alla prima. L'unica differenza è data dall'apparizione di una nuova immagine che sta "nidificando" nel cantiere e che si offre allo sguardo dello spettatore-intruso, costretto a "baciare" il quadro per approfittare dell'evento. Il quadro diventa un diaframma fra il pubblico e il cantiere e, come sempre nelle situazioni d'opera, il pubblico non ha altra possibilità di partecipazione che quello del "rapimento". Scongiurati gli equivoci dell'opera d'arte totale - che come il rituale religioso prevedeva la "partecipazione attiva" del pubblico - e dell'ancora troppo umano situazionismo, qui la prospettiva è rovesciata, la situazione è innanzitutto "dell'opera". L'apparizione (scultura in resina e piume dipinte) è quella di una comune civetta (Athene Noctua) mimetizzata da pappagallo (Ara Maco) attraverso il "maquillage" delle piume, appollaiata su un'asta da microfono, davanti ad uno specchio dal quale incrocia lo sguardo dei curiosi. Dopo aver visto questa immagine si ha una percezione diversa del pastello-diaframma: la figura monoculare diventa un "rapace" geometrico dalla testa variopinta (l'affresco della volta) come quella di un pappagallo. In entrambi i casi la retorica mimetica - la pittura sulle piume della prima e l'affresco nella testa-volta della seconda - "maquillage sostanziale".

Photography that frames the pastel exibited at Fuori Uso at close quarters, reproducing simultaneously the room, wher ther is the painting, reflected on the glass surface, the pastel surface, and a glimpse of another room, symmetric and almost identical to the first one, through a hole into the same painting that coincides with the represented window-eye. The only diffrence is the apparition of a new image "nesting" into the yard, and offering itself to the spectator-outsider's look, who is compelled to "kiss" painting to take advatage of the event. Tha painting becomes a diphragma between the public and the yard and, as usual in every work situation, the public has the only possibility of partecipation that is the "ravished" one. After you avopide the misunderstandings about the total work of art - that forsaw the public's "active partecipation" like the religious ritual - and the still more human situationism, her the perspectiv is upset, the situation is in the first place "of the work of art". The apparition (resin sculpture with painted feathers) is a common owl (Athen Noctua) camouflage like a parrot (Ara Macaoa) through the feather maquillage, that is roosted on a microphone pole, in front of a mirror where its crossed the curios people's look. After you saw this image you have a diffrent perception of the pastel-diaphragma: the monocular figure becomes a geometric predatory bird with its variegated head (the fresco of the dome) like the parrot one. In the two cases the ùmimetic rethoric - the painting on the first one's feathers the fresco on the second one's head-vault - is "substantial maquillage".

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