Luca

Trevisani

Milano, 1979

William Paxton's Cluster | 2005

William Paxton's Cluster, 2005
(aluminium)
dimensioni variabili
Palestra, GAMeC Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo
Il bookshop in vetro e cemento che ospita “Palestra” viene considerato dall'artista come una sorta di serra sui generis che accoglie una composizione ramificata che cresce sino alle pareti; all'esterno, in corrispondenza dei bracci, sono collocate strutture irregolari in alluminio, simulacri di ipotetici frutti. L'idea di serra, di un ambiente chiuso che contiene ed al contempo apre all'esterno, è suggerita dalla geometria dello spazio espositivo ma è anche già insita nel titolo scelto che evoca - rimandando provocatoriamente a Paxton, Joseph in quel caso - il famoso Crystal Palace destinato ad ospitare la Great Exibition del 1851. L'installazione gioca sul concetto di interno/esterno, dentro/fuori e sulla labilità dei confini che l'uomo crea. La meticolosa costruzione delle sculture di Trevisani si fonda su regole ferree che l'artista stesso elabora in modo radicalmente decentrato rispetto all'io. Nel caso di William Paxton's Cluster l'artista prende spunto dagli apparati biologici vegetali usandoli come base, un rimando a vie di scorrimento di flussi ma ridotti al minimo e bloccati affinché si percepisca immediatamente la fragilità della loro organizzazione. L'attenzione dello spettatore si trasferisce, infatti, dall'opera d'arte alla sottile lamina di vetro che separa i rami dai frutti e gioca sull'attrazione, mediata dal vetro, tra le due parti: quando la struttura esiste, le sfere sono sospese e la struttura madre è tesa verso di esse, quando questa viene a mancare gli elementi rimangono inerti e privi di scopo. L'opera si realizza e completa attraverso il coinvolgimento indiretto del pubblico, la forma chiusa non impedisce l'allargamento e l'inclusione dello spazio circostante che finisce per inghiottire anche lo spettatore; gli sferoidi sono, infatti, distribuiti anche nell'area calpestabile circostante invadendo la zona abitualmente dedicata al transito, ad attività quotidiane e di svago.

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