Luca

Trevisani

Milano, 1979

Dopo il Gingko Biloba | 2006

Dopo il Gingko Biloba, 2006
(After the Gingko Biloba)
(Drawing, mixed media on paper)
cm 70 x 100
“Dopo il Gingko Biloba” è un progetto sviluppato in una serie di disegni e in una videoproiezione, pensati a partire dal diagramma di biforcazione, è lo sviluppo visivo bidimensionale di una serie di ragionamenti riguardo gli insiemi e i gruppi regolamentati da una struttura ramificata. Le gerarchie aziendali a sviluppo piramidale, il sistema sanguigno e neurale del corpo umano, così come gli impianti sociali evoluti, si basano sulla suddivisione binaria di compiti e flussi. Questo sembra essere la via più scontata e veloce per una sofisticazione e un miglioramento della gestione dei dati e dei compiti. Tutto questo avviene, per l'appunto, dopo il Gingko Biloba: dopo la comparsa sulla terra dell'unica pianta che non funziona per biforcazione. “Dopo il Gingko Biloba”, a pensarci bene, ha genitori statunitensi. Il primo è sicuramente Frederick Kiesler. Le immagini in movimento del video si dipanano in un andamento ondivago, in uno spazio naturale, essenzialmente nervoso. A ben guardare è uno spazio simile a quello che Kiesler pensava quando modellava in innumerevoli maquette la sua Endless House, alla ricerca di un modernismo più organico che razionalista. Kiesler parlava di uno spazio senza fine, nervoso, fatto di intensità, di soluzione di continuità, di energie attivate dallo sguardo e da un percorso libero in un ambiente indeterminato. Il video è frutto degli stessi pensieri: è un passaggio senza sosta dal naturale all'artificiale, da rami prelevati, colorati di nero e filmati alla luce di fari da posa, a diagrammi filmati e ricostruiti al computer, a disegni ripresi e scansionati. Lo spazio euclideo finisce per collassare, e lascia il posto a qualcosa di organico, a cui non so dare un nome. Il secondo genitore eccellente dei disegni e di tutto il progetto Gingko Biloba è un genitore collettivo, è l'Eames Office. Anche io lavoro componendo un collage concettuale, occupandomi di tutti gli aspetti della costruzione, assecondando un desiderio di sintesi sempre molto forte. “Dopo il Gingko Biloba”, è una versione aggiornata, ossessivo compulsiva e senza fondo di Powers of ten. Non è forse così? Il codice binario non è altro che un macro insieme di zeri e di uno, una svolta a destra seguita da una a sinistra. swich on e off. Il codice su cui è basata gran parte della modernità si ricollega alla struttura arcaica del linguaggio naturale, nel video viene portato alle sue estreme conseguenze, sino al collasso, montato a dismisura come la panna.

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