Mocellin+Pellegrini

Milano/Berlino, 1966

allontanati da me | 2010-2013

allontanati da me, 2010-2013
(single channel video, colour sound)
8'20
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Fondazione Furla

Per guardare il video: www.vimeo.com/117423164

 

allontanati da me esplora la tensione tra desiderio di indipendenza e bisogno dell’altro, che caratterizza ogni relazione amorosa. All’impossibilità di capirsi nel profondo, si contrappone la necessità di affrancarsi dal legame affettivo per mantenere integra la propria identità. 

In un’ottica secondo cui “la categoria di identità personale postula sempre come necessario l’altro”, il video affronta in maniera semplice e cruda la dicotomia unione/separazione come la tensione cardine di ogni relazione.

Il video inquadra dall’alto due mani intente a preparare una composizione floreale. All’indizio della sequenza vediamo un vaso vuoto e un gruppo di rose, adagiate senza un ordine preciso su una superficie nera, attorno ad esso. Lentamente le mani cominciano a lavorare, prendendo le rose, accorciandone gli steli e levando le foglie in eccesso per deporle infine nel vaso. Alla fine della sequenza il mazzo è composto e le mani escono dall’inquadratura. 

Osservando attentamente questo gesto apparentemente banale, che rimanda alla tradizione dell’ikebana e trasmette una sensazione di tranquillità, ci si rende conto che le due mani non appartengono alla stessa persona ma ad un uomo e ad una donna. 

Il commento sonoro è formato da un montaggio di rumori di oggetti domestici che cadono e si rompono, e dal suono delle voci di uomo e di donna che parlano all’unisono recitando, come in un mantra spezzato, una serie di frasi sulla difficoltà della relazione amorosa. Queste frasi, sussurrate in maniera ritmica, sono tratte principalmente da due film: À bout de souffle, di Jean Luc Godard e Hiroshima mon amour di Alain Resnais. I due film che hanno segnato l’inizio della nouvelle vague, riflettono, benché in maniera diversa, sulla profonda relazione tra amore e morte che alimenta ogni rapporto di coppia. Il primo affronta la paura del coinvolgimento emotivo ed il desiderio di indipendenza dei protagonisti, mentre il secondo, oltre ad essere un durissimo commento sulla strage atomica e sulla guerra, affronta in maniera poetica i temi dell’oblio e dell’elaborazione del trauma. Alle voci sussurrate si aggiunge un montaggio di spezzoni sonori tratti dagli stessi film in lingua originale.

L’azione lenta e ripetitiva del comporre il mazzo, catturata in questa sequenza ipnotica, accompagna il fruitore verso la dimensione dell’ascolto, che diventa, come in molti lavori di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, la dimensione privilegiata e più densa di diversi significati. D’altra parte, solo la relazione tra immagine e suoni trasmette il senso di difficoltà di cui parla il lavoro. Mentre le mani che compongono il mazzo con gesti rassicuranti, creano un ordine dal disordine e cercano l’unione tra maschile e femminile e le voci parlano all’unisono cercando un’armonia,  i suoni ed il testo parlato raccontano di una rottura. La discrepanza tra immagini e suoni intende scardinare alcuni stereotipi legati alla comune percezione dell’universo domestico.

Il progetto comprende anche una serie di scatti fotografici che, con lo stesso stratagemma, affrontano il tema della relazione attraverso la rilettura di una serie di gesti quotidiani spesso attribuiti ad una condizione di genere. 



 

allontanati da me explores the contraposition between desire for independence and need of the other, that characterises every love relationship. The inability to understand each other completely is here offset by the necessity to free oneself from the emotional bond, in order to maintain one’s identity.  

Keeping in mind that  every personal identity is based on the relation with the other, (the necessary other), the video investigates the dichotomy union/separation as the tension that feeds every love relationship. 

The camera frames from above 2 hands in the process of making a flower arrangement. At the beginning of the sequence we see an empty vase and a bunch of roses laying without a precise order around it.  Slowly the hands start working, cutting and cleaning the roses, and placing them in the vase.  At the end the composition the hands leave the frame. Looking closely at this apparently ordinary gestures, which refer to the ikebana tradition and convey a feeling of tranquility, one realises that the two hands don’t belong to the same person, but to a man and woman. 

The soundtrack consists of a montage of sounds of falling domestic objects that break, mixed with the voices of a man and a woman who speak in unison reciting, like in a broken mantra, a sequence of sentences on the difficulty of the love relationship. These phrases, whispered in a rhythmic way, are taken mainly from two films: Jean Luc Godard’s À bout de souffe and Hiroshima mon amour by Alain Resnais. The two films that have marked the beginning of the Nouvelle Vague, reflect, albeit in a different way, on the deep relationship between love and death that feeds every relationship.

The slow and repetitive action of arranging flowers captured in this hypnotic sequence endorses the listening dimension, which becomes, as in many works by Ottonella Mocellin and Nicola Pellegrini, the predominant dimension of the work, with its different and deeper meanings .

On the other hand, only the relationship between image and sound conveys the sense of difficulty mentioned in the work. While the hands that compose the bouquet create an order from disorder and seek the union of male and female, like the voices speaking in unison to create a harmony; the sounds and words tell the story of a breech. The discrepancy between images and sounds intends undermine stereotypes linked to the common perception of the domestic universe.

Included in the project is a series of photographs that, using the same stratagem, investigate the idea of the relationship through a reflexion on everyday actions often attributed to a gender issue.

allontanati da me, 2010-2013
(#1)
(lambda print mounted on aluminum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma

 



 

 

allontanati da me, 2010-2013
(#5)
(Lambda print mounted on alumninum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma

 



 

 

allontanati da me, 2010-2013
(#4)
(lambda print mounted on aluminum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma

 



 

 

 

allontanati da me, 2010-2013
(#3)
(Lambda print mounted on alumninum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma

 



allontanati da me, 2010-2013
(#2)
(Lambda print mounted on alumninum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma


allontanati da me, 2010-2013
(#2)
(Lambda print mounted on aluminum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma


allontanati da me, 2010-2013
(#6)
(Lambda print mounted on alumninum)
cm 100x100
Foto: Mocellin Pellegrini
Courtesy: Lia Rumma


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