Mocellin+Pellegrini

Milano/Berlino, 1966

ecco il guaio delle famiglie | 2014

ecco il guaio delle famiglie, 2014


Installazione site-specific e performance prodotte per la mostra “Questioni di famiglia”

CCC Strozzina, Firenze, 2014 !

Nato da una riflessione sulle dinamiche famigliari con un’attenzione particolare alla questione dei non

detti, del senso di colpa e della rimozione, questo progetto consiste in un’installazione composta da

oggetti, immagini, tracce sonore e un intervento performativo. !

L’installazione consiste in una sorta di ambiente domestico decontestualizzato e ricreato all’interno

dello spazio espositivo, in cui alcuni oggetti di uso comune sono affiancati ad immagini di oggetti

disegnate a parete e ad oggetti (disegnati oppure reali) la cui funzionalità è inesistente o non più

integra. L’insieme di questi elementi crea uno spazio che è allo stesso tempo accogliente ed

inquietante, dove poter sostare per ascoltare dei frammenti di storie. Questa stratificazione di segni

sottolinea la complessità dei rapporti e della comunicazione emotiva, che non è quasi mai semplice e

diretta. Il lavoro è quindi inteso anche come area di sosta, luogo d’ascolto e di riflessione, dove diversi

elementi si intrecciano per creare una narrazione complessa e sfaccettata, in cui frammenti di racconti

privati vengono svelati in un luogo pubblico e dove poter prendere parte ad una performance. !

I racconti che compongono le 3 tracce sonore presenti nell’installazione sono tratti da una serie di

interviste sul tema della comunicazione all’interno della famiglia fatte ad alcuni membri dello staff del

museo. Le interviste, trascritte e rilette dalla voce dei due artisti, sono rimontate per creare 3

apparenti dialoghi che ad un ascolto più attento si rivelano essere coppie di monologhi in cui le due

voci si alternano e si interrompono a vicenda per riprendere il filo del discorso appena l’altro smette

di parlare. Proprio come spesso accade in famiglia, sono due voci che parlano da sole senza prestare

attenzione a quanto detto dall’altro. L’insieme delle tre tracce, situate in tre punti precisi dello spazio,

forma una sorta di brusio confuso, che diventa comprensibile solo se ci si avvicina ad una postazione

piuttosto che a un’altra. Una proviene dal tavolo da pranzo e si ascolta sedendosi attorno ad esso, la

seconda è trasmessa da una radio situata davanti alla parete su cui è disegnata la libreria capovolta e

la terza proviene dal giradischi appoggiato al tavolino di fronte al divano.

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