Moira

Ricci

Orbetello, 1977

Dove il cielo è più vicino-il diavolo mietitore | 2014

Dove il cielo è più vicino-il diavolo mietitore, 2014
(Where the sky is closer-the mowing devil)
(video performance)
1'00
Courtesy: l'artista, Ass. culturale Dello Scompiglio, Galleria LaVeronica Arte Contemporanea

Dove il cielo è più vicino è un lavoro nato in un mio periodo di riflessione sulla terra, la terra che ho tanto odiato nella mia adolescenza da volermene andare il più lontano possibile. Il mio podere è stato assegnato dall'Ente Maremma a mio Nonno e alla sua numerosa famiglia negli anni '50.

Se io ho una casa è perchè mio padre, i miei zii e alcuni cugini hanno dedicato ogni giorno della loro vita alla terra, rendendola fertile e redditizia. Molti dei miei vicini hanno venduto il podere per convenienza o perchè i figli hanno lasciato la campagna prendendo altre strade. Chi compra i poderi  sono cittadini che usano le case contadine come case-vacanza. Così, piano piano, la terra viene lasciata incolta e questo la riporta allo stato precedente alla bonifica, arida e infertile. Anche le leggi diventano sempre più pro-multinazionali, uccidendo gli ultimi contadini che resistono. Ma io non voglio e non posso assumere posizioni critiche, non posso permettermelo, visto che ho lasciato quel mondo anche con un po' di vergogna.

In campagna il cielo è più vicino perchè parte da tutti gli orizzonti e finisce lontano, è un Dio a cui rivolgersi e raccomandarsi, è una via di fuga dalla terra così dura e così sconosciuta. I contadini conoscono solo il posto in cui vivono e lavorano, e nessun altro luogo della terra.

Ho pensato quindi di poter salvare la mia terra con quello che so fare.

Il lavoro si articola in tre parti.

Il Diavolo Mietitore. Ho fatto solcare due cerchi di 400 metri l’uno e 90 metri l'altro, sulla cima della collina del mio podere. L'azione era rivolta al cielo come una preghiera, o un bisogno di attenzione da parte di ignoti che ci controllano dall'alto. Il simbolo dei cerchi infuocati prende spunto dalla leggenda settecentesca inglese del Diavolo Mietitore, considerata come la prima testimonianza dei “cerchi del grano”, che racconta che il Diavolo punisce un mezzadro che non ha pagato abbastanza il contadino.

Poderi. Ho fotografato alcuni poderi dell'Ente Maremma che hanno perso la loro funzione e ho tolto loro le finestre e le porte, come se fossero ciechi, muti, morti.

Trebbia-astronave. Ho chiesto infine a mio padre, a mio zio e a mio cugino, visto che il maltempo della primavera-estate 2014 ha dato un raccolto misero e poco lavoro, di trasformare una mietitrebbia bruciata per un'incidente in un’astronave per provare ad andarsene in un altro pianeta.



Where the sky is closer is a work I conceived during a period of reflection about earth, the earth that I used to hate so fiercely when I was a teenager, it made me want to go as far as I could get. My farm was assigned to my grandfather and his large family by the Ente Maremma in the 1950s. If I have a home, it is thanks to my father, my uncles and some cousins, who have devoted every day of their lives to the earth, making it fertile and profitable. Many of my neighbours have  sold their farms for their own interest or because their children have left the countryside to follow different routes. Farms are bought by city persons, who use rural houses as holiday homes. So, little by little, the land is left uncultivated and this brings it back to its conditions before the remediation: a dry and infertile soil. Laws are also becoming increasingly favourable to multinational corporations, killing the last farmers standing. However, I do not want to and I cannot take a critical position, I am not entitled to do so, as I left that world myself, and I was even a bit ashamed of it.

In the countryside, the sky is closer because it starts from all horizons and ends far away; it is a god to turn to and rely on, it is an escape route from the earth, so rough and so unknown. Farmers only know the place where they live and work, and no other place in the world.

Hence, I thought I could save my homeland through what I can do. The work develops in three sections. The moving devil. I asked to dig two circles - one of 400 m and the other of 90 m – on the top of my farm’s hill. The action was addressed at the sky like a prayer, or a call for attention from the unknown beings that control us from above. The symbol of the burning circle was inspired by the English 18th-century tale of the Moving Devil, which is considered the first testimony of “crop circle”; it tells the story of the Devil punishing a sharecropper who has failed to pay the farmer enough.

Farms. Then, I took some pictures of the Ente Maremma’s farms that have lost their function and I cancelled their doors and windows, as if they were blind, dumb, dead.

Spaceship-thresher. Finally, since the bad weather of the spring-summer 2014 had provided a poor harvest and not much work, I asked my father, my uncle and my cousin to turn a thresher burnt out by an accident into a spaceship, in order to try to reach another planet.

Dove il cielo è più vicino-il diavolo mietitore, 2014
(Where the sky is closer- The Mowing Devil)
(video performance)
Courtesy: l'artista, Ass. culturale Dello Scompiglio, Galleria LaVeronica Arte Contemporanea

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Dove il cielo è più vicino-il diavolo mietitore, 2014
(Where the sky is closer-the mowing devil)
(photographic paper)
7x10 cm
Courtesy: l'artista, Galleria LaVeronica Arte Contemporanea

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