Mocellin+Pellegrini

Milano/Berlino, 1966

Never let me go | 2005

Never let me go, 2005
- Performance Follia , nell'ambito di / part of Dimensione follia. Soggettività passione ed eccesso nella quotidianità , Galleria Civica di Arte Contemporanea, Trento
La performance consiste in una sorta di tableau vivant sonoro che mette in scena una riflessione sul tema dello sdoppiamento di personalità e sul trauma della separazione. Seduti una sopra l'altro cantiamo la canzone "Love me tender", accompagnati da un piccolo carillon, creando un'immagine straniante e di forte impatto emotivo, ispirata al film "Santa sangre" di Jodorowsky. Il volto e il corpo visibili al pubblico sono quelli di Ottonella, mentre la voce e le mani che suonano il piccolo strumento sono quelle di Nicola. In un ritmo scandito dal canto e dalla musica, i nostri corpi sovrapposti si muovono all'unisono, formando una figura unica, dentro ai cui confini è difficile stabilire dove finisca una persona e dove ne inizi un'altra. Diversamente che nella performance "NO!", in cui viene enfatizzata la linea netta che separa ogni persona dalle altre e in cui il contatto fisico avviene in un luogo nascosto all'occhio del pubblico, "Never let me go" esplora la complementarità e continuità dei corpi, la possibilità di esistere, anche per un solo istante, come un'entità al contempo unica e doppia.

The performance consists on a musical tableau vivant which explores the psychological conditions of split personality and trauma of separation. Seated one on the other's lap we sing the song "Love me tender", with the accompaniment of a small music box, creating an estranged image of strong emotional impact, inspired from Jodorowsky's film "Santa sangre". The face and body visible to the public are Ottonella's while the voice singing and the hands playing the small musical instruments belong to Nicola. In a rhythm scanned by music and song our bodies, placed one upon the other, move in unison, forming a unique figure, within whose confines it is difficult to understand where one person begins and the other one ends. Differently from the performance "NO!", where the e emphasis is on the line of separation between people and where the physical contact takes place somewhere hidden from the public, "Never let me go" reflects upon the continuity and harmony between bodies, the chance to exist, albeit for a short instant, like and entity that is at the same time single and double.
orologi replica orologi replica svizzeri orologi replica rolex

ItalianArea

Social

 

developed by Viafarini
in collaboration with NABA

coded by lettera7