Giovanna

Ricotta

Milano, 1970

Installazione nella Stanza delle Mondine | 1996

Installazione nella Stanza delle Mondine, 1996
dimensioni variabili
Terre d'acqua, Cascina Colombara, Torino
Ricerca sulle stanze come metafora degli estremi: l'antitesi, interno - esterno / libertà - prigionia, del dentro e del fuori. Ispirandomi alla vita e alle opere della poetessa Emily Dickinson, che ha vissuto quarant'anni della sua vita volontariamente rinchiusa nella sua stanza, vestita di bianco, uscendo solo al tramonto senza mai oltrepassare il suo giardino. L'intera stanza è ricoperta di borotalco, in fondo ad angolo sulla parete, l'immagine speculare della mia faccia. Performance: la svestizione dei capelli. Srotolo il rocchetto, riavvolgendo il filo nella mano, tagliandolo poi con i denti, risrotolo il filo dalla mia mano, rivesto i capelli. Tutto con movimenti lenti. La stanza, grazie ai profumi, caratterizzerà il personaggio, il rituale della pulizia, l'involucro del dubbio, del doppio.

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