Moira

Ricci

Orbetello, 1977

I'll go round and I come back | 2001

I'll go round and I come back, 2001
(FACCIO UN GIRO E TORNO)
(Plastercast, plastic objects, microcamera e monitor)
200 x 70 x 20 cm
Courtesy: l'artista, Galleria LaVeronica Arte Contemporanea

Questo lavoro rappresenta un viaggio, quello che faccio dalla mia casa natale vicino a Grosseto fino a Milano, città in cui vivo ormai da anni. “Faccio un giro e torno” è composto dal calco del mio corpo ricoperto di oggetti che simboleggiano e che rappresentano quello che mi rimane più impresso durante questo viaggio in macchina, e di due strade che di solito ripercorro alternatamente, quella che passa da Siena-Bologna e quella passa sulla Cisa. Compiendo così un giro: dai piedi alla testa e dalla testa ai piedi, Milano nella testa e la mia casa sui piedi. Infine invito lo spettatore a muovere la macchina, (unico oggetto mobile), su queste strade, dato che all’interno contiene una microtelecamera collegata ad un monitor sul quale può vedere il mio viaggio tra paesaggio e me.

 



This work describes a travel, the one I do from the house I was born near Grosseto to Milan, where I have been living for years.
”Faccio un giro e torno” is composed by a plaster cast of my body covered by the objects that symbolize and represent what remain in my mind during this car travel, and of the two roads I cross alternatively: the one from Siena-Bologna-Milano and the one from Pisa-Genova-Milano. In this way it makes a circle: from feet to head and head to feet, Milan in the head and my home on the feet. Eventually I invite the spectator to move the car [the only moving object] on these roads, because there is a micro camera inside, connected to a monitor, he can sightsee the voyage between the landscape and me on.

I'll go round and I come back, 2001
(FACCIO UN GIRO E TORNO)
(Plastercast, plastic objects, microcamera e monitor)
cm 200 x 70
Courtesy: l'artista, Galleria LaVeronica Arte Contemporanea

Questo lavoro rappresenta un viaggio, quello che faccio dalla mia casa natale vicino a Grosseto fino a Milano, città in cui vivo ormai da anni. “Faccio un giro e torno” è composto dal calco del mio corpo ricoperto di oggetti che simboleggiano e che rappresentano quello che mi rimane più impresso durante questo viaggio in macchina, e di due strade che di solito ripercorro alternatamente, quella che passa da Siena-Bologna e quella passa sulla Cisa. Compiendo così un giro: dai piedi alla testa e dalla testa ai piedi, Milano nella testa e la mia casa sui piedi. Infine invito lo spettatore a muovere la macchina, (unico oggetto mobile), su queste strade, dato che all’interno contiene una microtelecamera collegata ad un monitor sul quale può vedere il mio viaggio tra paesaggio e me.

 



This work describes a travel, the one I do from the house I was born near Grosseto to Milan, where I have been living for years.
”Faccio un giro e torno” is composed by a plaster cast of my body covered by the objects that symbolize and represent what remain in my mind during this car travel, and of the two roads I cross alternatively: the one from Siena-Bologna-Milano and the one from Pisa-Genova-Milano. In this way it makes a circle: from feet to head and head to feet, Milan in the head and my home on the feet. Eventually I invite the spectator to move the car [the only moving object] on these roads, because there is a micro camera inside, connected to a monitor, he can sightsee the voyage between the landscape and me on.

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